Educare con gli asini

Due asinelle accudite da un gruppo di detenute in un’area attrezzata del carcere
Il progetto, iniziato nella sua concreta realizzazione nel novembre 2009, vede oggi nel carcere di Sollicciano – Firenze (sezioni femminili) la presenza di due asinelle in un apposito spazio verde recintato con box prefabbricato e la realizzazione di un corso di formazione guidato da un collaboratore esperto nella cura degli asini, che coinvolge 3 donne detenute, che ricevono un contributo attraverso i fondi otto per mille della Chiesa Valdese (Unione delle chiese metodiste e valdesi) www.ottopermillevaldese.org.

Nei prossimi mesi proseguiremo le attività iniziate e amplieremo gli interventi all’interno del carcere: cercando di fare in modo che le asinelle con le donne che le accompagneranno siano presenti durante le ore di colloquio dei familiari con i detenuti nel Giardino degli Incontri ideato da Giovanni Michelucci.

Questo era uno dei motivi del nostro progetto: rendere i colloqui fra i familiari (spesso con bambini piccoli) e i detenuti e le detenute meno pesanti, rallegrati dalla presenza delle due asinelle.

Lo sviluppo però più importante del progetto è quello di creare un ponte con l’esterno, pensando di essere presenti con le asinelle e le ragazze che le seguono, nel mercato di Scandicci, alcune feste della zona e incontrare gli asili e le scuole elementari.

Il progetto ha visto anche l’uscita di una donna detenuta con l’attuarsi delle misure alternative al carcere, e l’attivazione di una borsa lavoro finanziata dalla Tavola Valdese, permettendo così alla detenuta di lavorare presso l’asineria di Arciasino a Calenzano.

Ogni progetto che riguarda il carcere e che coinvolge detenute e detenuti dovrebbe sempre presentare i due tipi di intervento: quello all’interno dell’istituzione totale con adeguati corsi di formazione e quello esterno dove strutture idonee accolgano alcune delle persone formate per proseguire e terminare il loro periodo detentivo attraverso la semilibertà e l’affidamento al servizio sociale (educare, il verbo utilizzato nel nostro progetto, legato agli asini, riprendeva il termine latino di ex-ducere, ossia condurre fuori e voleva proprio mettere in evidenza che gli asini avrebbero facilitato la fuoriuscita di alcune ragazze).

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