Solidarietà e carcere

Una trentina di volontari assistono i detenuti all’interno del carcere

A Sollicciano mancano tante cose, da quelle immense (la libertà, la sessualità) a quelle minime (francobolli, shampoo, sigarette, schede telefoniche, vestiario, qualche euro per cercare di integrare la scarsità del cibo, e molto altro ancora).

Nel carcere di Sollicciano, così come nella stragrande maggioranza dei luoghi di reclusione, ci sono violazioni dei diritti umani e tante piccole ingiustizie, assurdità, limitazioni, stupidità.

Ecco quindi che la funzione del volontariato è importante in una istituzione totale come il carcere, una funzione per la quale, noi che facciamo concretamente questa esperienza da anni, abbiamo una serie di idee. Certo da parte nostra non finalizziamo il nostro intervento ad uno scopo particolare (per esempio quello di portare nel carcere un messaggio religioso), né cerchiamo di trovare una nostra collocazione nell’area educativa o trattamentale (che ha un suo personale specializzato), pensiamo invece che i volontari debbano intervenire in modo autonomo e che abbiano bisogno di equilibrio personale e di voglia di ascoltare, di confrontarsi, e di fare un pezzo di strada con altre storie di vita.

Il progetto si svolge a partire da dei colloqui che i volontari dell’Associazione tengono con i detenuti all’interno del carcere, ed è un tentativo molto parziale di dare alcune risposte concrete ai bisogni e alle richieste di queste persone. Sotto questa voce si trovano sia versamenti di piccole cifre sui conto correnti di chi si trova in carcere, acquisto e reperimento di indumenti, biancheria, libri. Ogni anno una somma considerevole viene spesa in acquisto di occhiali da vista.

Ad oggi la copertura economica del progetto “Liberi di guardare”, fornitura di occhiali da vista per i detenuti, è garantita principalmente con i fondi otto per mille della Chiesa Valdese (Unione delle chiese metodiste e valdesi) www.ottopermillevaldese.org.

Fin dai primi mesi di detenzione nei soggetti reclusi si manifestano disturbi dovuti alla mancanza di riferimenti abituali e agli spazi limitati. Il primo ad essere intaccato è il senso dell’equilibrio.
Immediatamente dopo quello della vista. Questo avviene a causa della luce artificiale sia di giorno che di notte e della limitazione allo sguardo dovuta alla presenza delle griglie alle finestre.

Fanno parte infine del progetto gli accompagnamenti durante i permessi e l’assistenza durante le uscite e gli affidi di detenuti e detenute. Sono accompagnamenti non prescritti, ma molto impegnativi…

Può essere in qualche modo ricondotta a questo progetto anche l’attività di supporto che forniamo all’Associazione Volontariato Penitenziario di Firenze nella conduzione del progetto Francesco, che consiste nel reperimento e nella fornitura di vestiario ai detenuti. In questo senso, il ruolo della nostra Associazione è prevalentemente quello di informare i detenuti rispetto a questa possibilità, raccogliere le richieste, contribuire al reperimento dei vari generi di vestiario e distribuirli ai detenuti.

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