Progetto Bruno Borghi

borghi

Formazione dei volontari, e borse lavoro per detenute ed ex-detenute

Questo nostro progetto è strettamente legato a Bruno Borghi, amico e compagno, volontario nel carcere di Sollicciano. Vogliamo anche così continuare a ricordarlo.

Il progetto si articola in due punti:

  • formazione del volontariato: l’Associazione organizza corsi per la formazione e l’aggiornamento dei volontari che operano all’interno delle carceri, o che comunque si occupano di queste tematiche agendo sul territorio e nelle istituzioni. Si sono tenuti dei corsi finanziati dal Cesvot negli anni 2006, 2007, 2008 e 2011, mentre nel 2010, 2012, 2014, 2015 e 2017 li abbiamo svolti autonomamente;
  • borse lavoro: c’è sempre maggiore necessità di creare un aiuto concreto per persone che escono da Sollicciano, per questo cerchiamo di attivare delle borse lavoro destinate a donne detenute che appena uscite dal carcere non abbiano ancora trovato un vero lavoro e necessitino pertanto di 400/500 euro mensili per sopravvivere. In alcuni casi inoltre, la disponibilità di una seppur minima quantità di denaro viene posta come condizione dalla magistratura di sorveglianza per la concessione in affidamento al servizio sociale, stanti le altre condizioni. Ad oggi la copertura economica di queste borse, legate al progetto “La poesia delle bambole”, è garantita grazie ai fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese www.ottopermillevaldese.org, e dal contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia.

Chi era Bruno Borghi

Insieme a figure come Giorgio La Pira, Ernesto Balducci, David Maria Turoldo, Giulio Facibeni, Luigi Rosadoni, Giovanni Vannucci, Lorenzo Milani, Enzo Mazzi, don Bruno Borghi, morto a Firenze il 9 luglio 2006, è senz’altro tra coloro che più fortemente hanno influenzato e favorito la nascita di quell’originalissimo laboratorio politico ed ecclesiale che fu la Toscana degli anni ‘50 e ‘60. E che diede origine, oltre che alla grande stagione del rinnovamento conciliare, anche all’apertura del dialogo tra cattolici e comunisti. La sua figura è forse meno conosciuta di altri protagonisti di quel periodo; Borghi fu però tra coloro che, in ambito ecclesiale, fecero le scelte più coraggiose e dirompenti, sempre in prima linea, ha scritto Enzo Mazzi sull’edizione fiorentina dell’Unità, l’11/7, “nella scelta delle realtà umane più emarginate, umiliate e offese”.

Ma, precisa don Enzo, “è troppo facile parlare – come spesso si fa nel mondo cattolico – di scelta dei poveri o di ‘scelta preferenziale dei poveri’, come dire si scelgono sia i poveri che i ricchi con un occhio di preferenza verso i poveri. Il che significa sostanzialmente elemosine coi soldi dei ricchi e moralismo. No, per Bruno Borghi la scelta dei poveri, fin dal seminario negli anni Quaranta, ebbe il significato politico in senso lato di scelta di classe”.

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