Le bambole di Pantagruel alla Mostra dell’Artigianato

Bambole cuscino e principesse, cavalli e draghi, gnomi e fate… ma anche foto e video dal carcere di Sollicciano: questo ed altro allo stand di Pantagruel onlus – Associazione per i diritti dei detenuti, alla Mostra dell’Artigianato alla Fortezza di Firenze (Padiglione Spadolini).

Pantagruel, che da anni si batte per il miglioramento delle condizioni carcerarie e per i diritti dei detenuti, promuove infatti dal 2001 un progetto, sostenuto dalla Tavola Valdese e dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, che prevede un corso di formazione e borse-lavoro  per la creazione di bambole  Waldorf (ovvero secondo la pedagogia di Rudolf Steiner), con un laboratorio interno alla sezione femminile di Sollicciano e uno esterno per detenute in misure alternativa.

Dal 24 aprile al 3 maggio si potranno acquistare bambole e pupazzi di tutti i tipi e per tutti i gusti (bambole cuscino, snodabili, vestibili, gnomi, fate, draghi, giraffe, etc), interamente cuciti a mano e realizzati esclusivamente con materiali naturali. Il ricavato va a finanziamento delle attività dell’Associazione.

E sabato e domenica anche i bambini potranno divertirsi a confezionare animaletti di stoffa nei laboratori Animali dal mondo, che si terranno in orario 11-13 nei giorni 25 e 26 aprile, e 2 e 3 maggio.
I laboratori sono rivolti a bambini fra 8 e 14 anni e saranno animati anche con lettura di fiabe dai volontari di Pantagruel.

 

Ascolta l’intervista a Betty Wells su Controradio!

Guarda le foto dello stand!

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Premiato il presidente di Pantagruel

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di Alberto Morino

Giunto alla terza edizione, il premio resistente Zona Altamente Partigiana è stato assegnato alle Piagge a Salvatore Tassinari, presidente dell’Associazione “Pantagruel” per la difesa dei diritti dei detenuti, e molto altro. Invitato al festeggiamento del settantesimo della liberazione partigiana dal nazifascismo, Salvatore ha offerto la sua testimonianza di “Piccole storie di resistenza”, come da programma. Siamo stati riportati per mano da un Salvatore bambino, poi ragazzo, nato e cresciuto durante il fascismo, a tempi oscuri di indottrinamento e di costrizione ideologica nella società, nella scuola e anche nella chiesa, a seguito dei Patti lateranensi. Ma quel che rese il ragazzo antifascista fu l’allontanamento dalla classe in quanto ebreo di un compagno: passi che un uomo solo avesse sempre ragione, come si leggeva scritto ovunque, ma che qualcuno potesse essere allontanato dall’insegnamento a causa della sua nascita, questo no. Poi gli anni della guerra, le privazioni, la realtà atroce dei morti allineati a terra in obitori improvvisati dopo i bombardamenti. (altro…)

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