Sollicciano, Pantagruel: “Sovraffollamento al 180%, gli interventi emergenziali non bastano”

L’associazione che assiste i detenuti fa il punto della situazione a 4 mesi dal sequestro delle sette sezioni: “Ci sono 507 detenuti per 267 posti disponibili. Più carceri minorili? La risposta al disagio non può fermarsi alla detenzione”

23 ottobre 2026 – firenzedintorni.it

“A Sollicciano ci sono 507 detenuti a fronte di 267 posti effettivamente disponibili, con un tasso di sovraffollamento del 180%. Sono gli stessi numeri del Ministero della Giustizia, aggiornati al 21 ottobre, a descrivere una situazione sempre più difficile, mentre le sette sezioni sequestrate il 16 giugno scorso restano chiuse e le persone detenute continuano a essere trasferite in altri istituti penitenziari”.

A farlo sapere è l’associazione Pantagruel, che richiama l’attenzione sulle condizioni della casa circondariale fiorentina a distanza di oltre quattro mesi dalla chiusura di sette sezioni del carcere.

“È difficile comprendere come si possa pensare di gestire un carcere in queste condizioni, con sezioni che restano chiuse e un numero di persone presenti superiore alla capienza regolamentare, a maggior ragione se si considera che i posti realmente utilizzabili sono poco più della metà di quelli previsti. In questi mesi – raccontano da Pantagruel – abbiamo continuato ad assistere a interventi dettati dall’urgenza, senza che emergesse una programmazione di lungo periodo”.

L’associazione richiama anche le misure annunciate nei mesi scorsi dal ministro della Giustizia Carlo Nordio, che a luglio aveva prospettato la possibilità di consentire a circa 10mila detenuti tossicodipendenti di scontare la pena fuori dal carcere attraverso nuove disposizioni sulla detenzione domiciliare: “Attendiamo dati ufficiali per valutare gli effetti concreti di queste misure. Per quanto possiamo osservare, tuttavia, non sembra che abbiano prodotto finora un cambiamento significativo nella pressione sugli istituti penitenziari”.

A destare preoccupazione sono anche le ipotesi, avanzate dallo stesso ministro, di costruire nuovi istituti penali per minorenni oppure di destinare ai giovani alcune strutture o sezioni oggi riservate agli adulti. “La risposta al disagio e alla devianza minorile non può essere cercata semplicemente aumentando gli spazi detentivi. Il carcere deve mantenere una funzione rieducativa – spiegano dall’associazione – e offrire percorsi che aiutino le persone a reinserirsi nella società. È un principio sancito dall’articolo 27 della Costituzione e non può essere messo in secondo piano”.

Per Pantagruel, affrontare il sovraffollamento significa anche interrogarsi sugli effetti che le condizioni detentive producono sulla vita quotidiana delle persone recluse e di chi lavora negli istituti. “A vivere ogni giorno le conseguenze di questa situazione sono i detenuti e tutto il personale penitenziario. Non possiamo considerare normale che la permanenza in carcere si svolga in condizioni così difficili – continuano dall’associazione – né pensare che riempire ulteriormente gli spazi detentivi sia una risposta efficace sul piano della sicurezza”.

“Le persone che oggi sono in carcere, prima o poi, torneranno nella comunità. Per questo la sicurezza non può essere separata dalla possibilità di costruire percorsi di responsabilizzazione e reinserimento. Servono scelte coerenti, risorse e una prospettiva che vada oltre l’emergenza. Dopo mesi di attesa – conclude Pantagruel – Sollicciano continua a rappresentare una questione aperta, alla quale non si può rispondere soltanto con trasferimenti e soluzioni temporanee”.

Da: https://www.firenzedintorni.it/it/articolo/49262/sollicciano-pantagruel-sovraffollamento-al-180-gli-interventi-emergenziali-non-bastano-lassociazione-che-assiste-i-detenuti-fa-il-punto-della-situazione-a-4-mesi-dal-sequestro-delle-sette-sezioni-ci-sono-507-detenuti-per-267-posti-disponibili-piu-carceri-minorili-la-risposta-al-disagio-non-puo-fermarsi-alla-detenzione.html